Riserva Naturale Valle Cavanata


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Sviluppo della colonia di Sterna comune

Gestione

Isolotti artificiali e sviluppo della colonia di Sterna comune


Alla fine degli anni 70 I livelli idrici elevati, la predazione da parte del ratto, l’occupazione precoce dei siti idonei da parte del Gabbiano reale hanno provocato l’abbandono della Valle Cavanata da parte del Fraticello, della Sterna comune e del Fratino, elencati in ordine di abbondanza.
Al fine di incrementare le specie nidificanti tra gli altri interventi sono stati realizzati degli isolotti per favorire l’insediamento di alcune specie. Si è puntato in particolare sulla Sterna comune data la presenza di colonie a 2-3 km di distanza e visto che la zona di intervento veniva frequentata dalla specie per il foraggiamento. La nidificazione di una coppia, coronata da successo, è avvenuta nel 2000 mentre nel 2002 si riproducevano cinque coppie.

Sterna comune - foto Kajetan Kravos

Uno dei cinque isolotti artificiali protetti dal reticolo di fili costruiti per favorire la nidificazione della Sterna comune

L’area di intervento è compresa all’interno della ex-valle da pesca dove il livello dell’acqua è regolato attraverso alcune chiuse che connettono lo specchio interno con il mare. Gli interventi attuati sono:
1) l’abbassamento generale del livello dell’acqua con l’emersione di parti del fondale
2) la costruzione di bassi isolotti (max 10-15 cm sul livello idrico della valle) spogli e ricoperti da materiale permeabile
3) la costruzione di una doppia griglia di fili ancorati a pali e tondino metallico a 70 cm e a 15 cm dal terreno ( con “maglia” di 90 cm di lato) per scoraggiare l’atterraggio e l’accesso a nuoto del Gabbiano reale
4) la posa di zimbelli di Sterna comune in cova sugli isolotti medesimi
5) si è provveduto a collocare posatoi artificiali
6) la copertura degli isolotti con una rete fitta nel periodo invernale per evitare l’insediamento precoce del Laride. Nel 2000 sono stati conteggiati 857 nidi all’interno della valle, di cui 309 nell’area interessata dall’intervento (Peschiera).

Quattro isolotti sono stati realizzati nella zona della Peschiera mentre nel luglio del 2004 è stato realizzato un isolotto analogo nella parte settentrionale della valle a 1 km di distanza, anche questo prontamente occupato dalla Sterna comune. Le dimensioni delle isole, di forma allungata, variano da 1,5 m. a 13 m.
La presenza della colonia di Sterna comune di crescente dimensione attraverso l’azione di mobbing nei confronti del Gabbiano reale ha creato un’ampia zona sicura che si estende anche al di fuori degli isolotti oggetto di intervento. In questa zona, costituita da acque molto basse (max 10 cm) e da fanghi emergenti variamente colonizzati da Salicornia sp. si sono insediati progressivamente come nidificanti ulteriori coppie di Sterna comune, il Cavaliere d’Italia, la Pettegola, il Fraticello e probabilmente il Fratino ed il Corriere piccolo. La sommersione dei nidi, in particolare quelli posti sul fondale asciutto, a seguito di intense precipitazioni, e la predazione da parte della Volpe e del Cinghiale sono le cause di perdita riscontrate.

Immagine aerea della zona della peschiera

L’uso di zimbelli era noto, mentre i fili per scoraggiare l’insediamento di specie ubiquitarie e di maggiori dimensioni sono stati usati in Canada per favorire la Sterna comune a discapito della Gavina americana. La ricostituzione di una colonia plurispecifica di larolimicoli di interesse conservazionistico rappresenta un successo notevole ottenuto con uno sforzo economico limitato.
L’attenta gestione dei livelli idrici risulta essenziale per consentire tali obbiettivi.

Andrea Rocco e Paolo Utmar.

Si ringraziano per la collaborazione: Nicola Ventolini e Stefano Sponza del Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Trieste per l’assistenza tecnico-scientifica. Fabio Padovan per l’elaborazione della mappa, Marco Zucchi ed il personale della Riserva Naturale della Valle Cavanata per la realizzazione dei manufatti e la raccolta dei dati.
Si ringrazia inoltre il Ristorante Albergo Al Ponte di Fiumicello per la disponibilità e la fornitura di materiale utile alla costruzione degli isolotti.




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