La spiaggia
Le spiagge sono il risultato dell'apporto di sedimenti continentali trasportati dai fiumi; si formano quando la sabbia, trasportata dalle correnti che lambiscono la costa, si accumula in una zona riparata.
La spiaggia emersa va dal livello del medio delle alte maree fino al punto di massimo raggiunto dalle onde di tempesta. Esiste dunque una costante azione meccanica delle onde del vento, che modificano e rimodellano il substrato continuamente.
La battigia è il tratto inclinato di spiaggia dove le onde salgono e scendono continuamente, rimodellando la sabbia e la ghiaia. E' la fascia litorale dove vengono depositati vari materiali e vegetali trasportati dal mare. Questa fascia di spiaggia è priva di vegetazione, ovvero è afitoica, ma è occupata in buona parte dai resti delle piante marine trasportati dalle onde ed accumulati. Essa rappresenta una zona di intervallo tra la bassa e l'alta marea dove si infrangono le onde, continua con la spiaggia emersa e termina oltre la duna di sabbia.
In questa zona di contatto tra due universi, ci troviamo di fronte ad una realtà ecologica in equilibrio dinamico. Animali marini ed animali terrestri sono pronti ad approfittare della bassa o dell'alta marea per estendere il proprio territorio, rispettivamente verso l'alto o verso il basso, ed alimentarsi di quello che ora, dopo aver galleggiato in superficie, viene a contatto con il fondo e vi si deposita.
Gli organismi delle spiagge devono affrontare difficili condizioni ambientali come l'irraggiamento intenso da parte del sole, l'elevata concentrazione di sali nel terreno e la povertà in sostanze nutrienti.
La spiaggia è un sistema dinamico che si sposta a causa degli agenti atmosferici e che dà spazio ad ogni elemento dell'ecosistema, abiotico o biotico, a patto che esso si adatti alla condizione di mobilità desertica determinata dalla sabbia.
Lungo la riva del mare si sviluppa una vegetazione adattata a crescere sui substrati sabbiosi, che viene chiamata vegetazione psammofila (psammos=sabbia). I vegetali che vivono sulla sabbia mobile hanno modificato la struttura delle radici per potersi ancorare saldamente e catturare quanta più acqua dolce possibile; le foglie vengono spesso ridotte o ispessite, come nelle piante succulente, per evitare l'eccessiva perdita d'acqua; gli steli sono molto flessibili per resistere agli effetti del vento e delle onde; il ciclo vitale delle piante della spiaggia è in genere molto rapido. Queste specie vengono comunemente chiamate
pioniere perchè, grazie agli adattamenti e alla produzione di un gran numero di semi, riescono a colonizzare velocemente le sabbie litorali, trasformandole da deserto inospitale a terreno colonizzabile anche da specie vegetali meno adattabili ad habitat estremi. Le comunità psammofile rivestono perciò un ruolo determinante nell'evoluzione morfologica della spiaggia, in particolare nella formazione delle dune.
La flora della spiaggia
Salsola erba-cali (Salsola kali)
Pianta erbacea annuale, molto diffusa in tutti i litorali sabbiosi privi di vegetazione, cresce sulle dune e nelle lagune salate, lungo le vasche delle saline o sui depositi di alghe e di poseidonia in putrefazione. Si presenta molto ramificata, carnosa, con l'aspetto di una piccola pianta grassa con portamento a pulvino che le deriva dall'adattamento all'ambiente di crescita. Alta fino a 60 cm, è di colore grigio-verde o giallastro. Le piccole foglie sono alterne, opposte, di forma lineare e con il margine membranoso, carnosette e pungenti all'apice. I fiori sono poco appariscenti, piccoli ma numerosissimi alle ascelle delle foglie superiori, di colore biancastro o rossastro. Il frutto è un otricello membranoso, chiuso nel perigonio. Fiorisce da luglio a settembre, producendo abbondante polline di piccole dimensioni e dal caratteristico aspetto a palla da golf per la presenza di numerosi pori sulla superficie. Si tratta di una pianta fortemente allergenica, il cui periodo di produzione del polline è l'estate o la tarda primavera. La Salsola contiene acidi organici, come l'acido ossalico, sali di sodio, di calcio, di potassio e di magnesio, vitamine del gruppo B e la C. Grazie a questi principi attivi le si attribuivano in passato proprietà rimineralizzanti e diuretiche e veniva anche utilizzata in decotto come lozione per la pelle. Le giovani foglie possono essere consumate in insalata, lessate o cucinate per minestre, sughi, sformati. In passato le piante essicate venivano aggiunte a vari legumi per accelerarne la cottura. Nel XVIII secolo dalle ceneri della Salsola si estraeva la soda che veniva commercializzata col nome di soda vegetale o soda coltivata. Con la Salsola in Spagna si produceva il Sapone di Castiglia (Jabon de Castilla); bollendo olio di oliva con la barilla, una cenere alcalina ottenuta bruciando l'erba kali, si aggiungeva poi della salamoia al liquido bollente per far venire a galla il sapone separandolo dalle impurità e dalla liscivia. Si produceva così un sapone bianco di alta qualità esportato in tutta Europa.
Nappola italiana (Xanthium italicum)
Pianta erbacea che cresce in zone incolte, sui ruderi e in prossimità del mare e sulle spiagge dove si accumulano sostanze organiche. I fusti sono eretti, molto ramificati soprattutto alla base, a formare un cespuglio emisferico, talvolta di colore ruggine. Le foglie sono di forma triangolare palmate con tre nervature principali; il margine è dentato crenato. Fiorisce da luglio a ottobre con piccoli capolini maschili e femminili distinti; i femminili sono avvolti da un involucro rigido irto di spine piegate ad angolo retto o a uncino che conterrà poi il frutto. La specie italiana deriva probabilmente da una specie americana dalla quale si è differenziata.
Granata irsuta (Bassia hirsuta)
Pianta molto diffusa nei luoghi incolti, tipica delle coste sabbiose in prossimità delle zone lagunari dove il moto ondoso accumula detriti organici. Bassa, molto ramificata e irsuta, fiorisce da luglio a settembre con piccoli fiori. Le foglie sono carnose, cilindriche, triangolari, alterne, con due lobi molto netti alla base; sono lunghe fino a 10 centimetri e larghe 7. Il fusto è evidentemente striato, di colore verde ma con l'età prevale il colore rossastro. L'altezza può variare dai 20 ai 100 centimetri. I fiori sono piccoli, di colore verdastro, formano gruppi terminali densi raccolti in spighe. I fiori maschili e quelli femminili sono distinti e si trovano sulla stessa pianta. Il frutto è un achenio, circondato da due bratee triangolari, dentellate.
Alla stessa famiglia appartengono sia piante tipiche della barena, come la Salsola e la Salicornia, sia specie commestibili come lo spinacio e la bietola.
E' una specie di interesse comunitario presente negli allegati del manuale CORINE Biotopes, e considerata vulnerabile nel Libro Rosso della Flora d'Italia.
Cannuccia di palude (Phragmites australis)
Graminacea delle zone paludose, delle sponde dei fiumi, degli argini e degli ambienti umidi in generale, anche salmastri; dà origine a densi canneti.
Il rizoma è sotterraneo e produce lunghi stoloni radicanti. Il culmo è eretto, sottile ma robusto, ricco di foglie dalla base all'infiorescenza. Le foglie sono lanceolate, di consistenza cartilaginea, e portano al bordo degli aculei rivolti verso il basso. Fiorisce fra luglio e agosto con una ricca pannocchia.
Nella laguna di Grado e Marano viene utilizzata per la costruzione del tipico casone, realizzato dai pescatori sugli isolotti della laguna. Le canne, una volta essicate, devono essere riunite in fasci e poi sistemate a coprire il tetto e le pareti.
Schioppettino, Erba del cucco (Silene cucubalus)
Pianta erbacea perenne, termofila molto diffusa nei campi, lungo i bordi stradali e i prati umidi, predilige terreni calcarei ricchi di sostanze azotate. Fiorisce da giugno ad agosto con piccoli fiori bianchi riuniti in infiorescenze ad ombrello, con i petali riuniti alla base in un calice rigonfio con striature verdastre che ricorda una minuscola brocca. Il fiore produce molto nettare, ma a causa del calice stretto risulta di difficile accesso per gli insetti. Alcuni calabroni bucano il fiore alla base del calice ed estraggono così il nettare. Il fiore rimane aperto anche di sera e viene impollinato dalle farfalle notturne.
Il fusto è eretto, le foglie sono opposte, lanceolate e appuntite, carnosette e di colore verde pallido. Se strofinate fra le mani emettono un particolare sfrigolio.
La pianta è commestibile, soprattutto i suoi germogli che vengono usati nelle frittate, in insalata o come ripieno per ravioli. La radice contiene sostanze del gruppo delle saponine.
Il nome silene deriva da Sileno, compagno di Bacco, dal ventre gonfio come il calice della pianta.
I molluschi della spiaggia
Vongola (Tapes sp.)
Mollusco bivalve dalla conchiglia robusta formata da due valve uguali di forma arrotondata. La conchiglia è di colore chiaro, giallo tendente al grigio, con costole radiali evidenti, intersecate da cerchi concentrici molto ravvicinati. L'interno delle valve è liscio, di colore bianco o giallastro, più azzurrato verso gli umbroni.
Il suo ambiente è il fondale sabbioso/fangoso nei pressi della costa e tipico delle lagune, a pochi metri di profondità. Qui vive infossata lasciando sporgere solamente i sifoni, organi che le servono per filtrare l'acqua ricca di sostanze nutritive in sospensione. Si tratta infatti di un mollusco filtratore che si nutre di piccoli organismi vegetali o animali presenti nell'acqua di mare. Può raggiungere una dimensione di 6 cm, ma la taglia delle vongole pescate varia tra 3 cm e i 4 cm.
La riproduzione avviene in estate.
La vongola vive aggregata in banchi in Mediterraneo, Mar Caspio e in Atlantico orientale; in Italia è presente soprattutto in Adriatico e nel basso e medio Tirreno.
La vongola verace (Tapes decussatus) viene pescata in modo professionale con un rastrello a mano, poichè è vietata la raccolta con draga e turbosoffianti. Fra le varie specie di vongole (filippina, longone e vongola comune) è la più apprezzata in cucina in quanto le sue carni sono dolci e morbide. Deve essere acquistata viva perchè vi è un elevato rischio che, se conservata a lungo in acqua, sia inquinata.
La grande maggioranza delle vongole veraci raccolte nelle lagune friulane e più in generale in Italia è costituita da Tapes philippinarum (vongola verace filippina), specie non autoctona ma ormai naturalizzata. La vongola filippina è stata introdotta volontariamente nelle lagune adriatiche negli anni '80 ed oggi è diffusa ovunque, tanto su fondali di pochi cm che nelle zone più profonde dei canali navigabili. Tapes philippinarum si riconosce da Tapes decussatus, la vongola nostrana, per il margine posteriore della conchiglia più arrotondato e le striature sulla superficie esterna meno fitte e meno omogenee. Inoltre i sifoni sono fusi alla base e divisi all'estremità, mentre nella specie nostrana sono completamente separati. Rispetto alla specie autoctona, quella filippina si accresce più rapidamente e presenta una maggiore resistenza a fattori fisici e chimici.