Riserva Naturale Valle Cavanata


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La peschiera e le piane di marea

Ambienti

Foto Tullio Marega.

La peschiera e le piane di marea

Le piane di marea si trovano davanti alla spiaggia e sono ampie aree fangose che rimangono scoperte durante la fase di bassa marea. L'acqua si muove nella laguna, entra ed esce, secondo il ritmo scandito dalle maree. Entra dalle bocche di porto e passa nei canali, le zone della laguna dove la profonditÓ Ŕ maggiore, raggiunge i ghebi, canalicoli meandriformi di origine naturale, ed imbibisce tutti quei terreni limosi semisommersi. Poi torna ad uscire procedendo in senso inverso, lasciando una fascia periodicamente emersa. In Alto Adriatico le escursioni di marea sono piuttosto ampie, le pi¨ alte che si possono registrare nel Mediterraneo, con valori normali attorno ai 60 cm e valori massimi di oltre 1m, dovute sia alle particolari condizioni meteoclimatiche sia alla conformazione del bacino.
Le piane di marea sono quello che si definisce un ambiente estremo; hanno numerosi apporti di acque dolci; non hanno volano termico, riscaldandosi e raffreddandosi velocemente rispetto al mare; quando fa molto caldo aumenta l'evaporazione e si hanno aumenti della salinitÓ anche notevoli. Altre caratteristiche delle acque lagunari sono le basse profonditÓ, il moderato dinamismo e l'elevata disponibilitÓ di nutrienti. Questa Ŕ una condizione ecologica favorevole per lo sviluppo di fitoplancton, alghe e fanerogame marine. Le foglie di quest'ultime, ovvero i fili d'erba marina, sono quelle striscioline che vediamo galleggiare spesso o che si spiaggiano sulla battigia sabbiosa. Le fanerogame marine sono vere e proprie piante superiori che vivono ancorate a substrati sabbioso-fangosi formando praterie sommerse, producono veri e propri fiori e frutti, hanno delle foglie nastriformi, un fusto sotterraneo ed un apparato radicale. In dialetto gradese vengono chiamate "molere" e ci sono quattro specie principali che colonizzano vari tipi di ambienti, a diversa temperatura, salinitÓ e profonditÓ. Vicino a riva e capaci di adattarsi a zone a bassa salinitÓ sono la zosera (
Zostera marina) e la zostera nana (Zostera noltii), mentre poco pi¨ verso il largo o dove l'acqua Ŕ leggermente pi¨ profonda, troviamo la cimodocea (Cymodocea nodosa) che costituisce ampie praterie, spesso emerse quando viene la marea. Negli specchi d'acqua poco profondi e lungo i canali vive la ruppia (Ruppia marittima). Svolgono un ruolo fondamentale nel consolidamento del terreno e nell'ossigenazione delle acque. Sono inoltre una vera e propria jungla, offrendo riparo ai piccoli di varie specie, la cosiddetta nursery, o garantendo un sicuro nascondiglio tra il denso fogliame ad adulti di dimensioni adeguate, in particolare ad invertebrati ed epibionti.
Le piane di marea sono ricchissime di invertebrati, in particolare crostacei e molluschi. Tra questi ultimi ricordiamo le chiocciole Monodonta turbinata ed altri gasteropodi quali Rissoa labiosa, Pusillina radiata, Tricolia pulla e Retusa truncatula. Vicino a riva la comunitÓ Ŕ formata da diverse specie di bivalvi quali
Loripes lacteus, Tellina tenuis, Parvicardium exiguum, Abra alba, il tartufo di mare (Venus verrucosa, la vongola (Chamelea gallina), la vongola verace (Tapes decussatus) e le tipiche capelonghe (Ensis minor, E. ensis, Solen marginatus). Numerosissimi nel detrito vegetale i crostacei anfipodi Gammarus aequicauda, Erichtonius brasiliensis e gli isopodi Idotea bosteri, Cyathura carinata ed il pi¨ conosciuto porcellino di mare (Sphaeroma serratum e Lekanesphaera hooker. Tra gli altri crostacei si incontrano i gamberetti Palaemon serratus, le schile (Crangon crangon), le corbole (Upogebia pupilla) ed il granchio arcuato (Liocarcinus arcuatus). Tra i policheti sedentari su substrato sabbioso-fangoso sono presenti Spio filicornis e Capitella capitata e tra i policheti erranti Neanthes caudata.
Per gli animali non Ŕ impresa semplice vivere nelle cosiddette acque di transizione, sempre soggette a continue modificazioni di salinitÓ e temperatura. Gli organismi capaci di sopportare notevoli variazioni di salinitÓ dell'acqua sono detti eurialini, quelli capaci di resistere ad elevate escursioni termiche si dicono euritermi. Nella zona di marea il flusso porta cibo e ossigeno, mentre in condizioni di bassa marea gli organismi sono sottoposti ad un forte irraggiamento, all'evaporazione ed alla pressione predatoria da parte degli uccelli. In particolare frequentano queste zone i limicoli, ovvero quelli che si alimentano nel limo, che hanno zampe e becchi adatti alla ricerca delle prede in questi fondali fangosi.
La peschiera si trova nella parte interna della Riserva, separata dal mare aperto da una serie di argini e barene. Si tratta di una parte della ex valle da pesca nella quale sono rimaste barene ed isolotti, che una volta erano gli argini delle vasche in cui veniva allevato il pesce, canali e piane fangose create dai flussi di marea che hanno modellato questa zona ai margini della laguna.
Fra i pesci di acqua salmastra troviamo i cefali, i branzini o spigole, le orate, i ghiozzetti, le sogliole; numerosi sono anche migratori e tra questi si annoverano anche le passere. Il pesce non Ŕ solo autoctono, ma le sue popolazioni possono essere rimpinguate dall'uomo, che per tradizione rinnova il novellame nelle valli da pesca; ultimamente per˛ vi Ŕ qualche rischio di immissione di specie alloctone.
La peschiera Ŕ un'area estremamente interessante perchŔ vi si possono osservare numerosissime specie di uccelli specializzate per la ricerca del cibo nelle acque basse o nel fango. Ci sono i limicoli, i cigni, le oche selvatiche e i germani reali che nidificano sulle barene e sugli isolotti; c'Ŕ il cavaliere d'Italia che nidifica sulle barene pi¨ basse. Sulle piane di marea si osservano gli aironi e i chiurli alla ricerca del pesce sorpreso dalla bassa marea.


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